Attaccamento

  Rottura dei legami e perdite. Difficoltà patologiche?!


      La costruzione e la rottura dei legami sono temi centrali nello studio dell’attaccamento. Esso si sviluppa a partire dagli studi etologici, in particolare dal contributo di Harlow (1958) che allevò scimmiette dimostrando la loro preferenza verso la mamma fantoccio piuttosto che la mamma biberon.
L’attaccamento è infatti innato e trasversale alle specie viventi. Si definisce come il comportamento che conduce al raggiungimento o al mantenimento della vicinanza con un altro individuo ‘preferito’ considerato in genere più forte e/o più esperto. Tale comportamento ci accompagna dalla culla alla tomba.
Il modo in cui esso si svolge e si regolarizza definisce le modalità relazionali ed i legami affettivi. Ciò avviene sin dai primi giorni di vita cioè da quando l’uomo si fa ‘sociale’ e condivide lo stesso ambiente, le stesse risorse e le stesse qualità simboliche di altri suoi simili. Infatti esso si manifesta in modo particolarmente intenso nell’infanzia in direzione dei genitori, ma continua ad essere presente anche in età adulta verso una figura attiva e dominante, spesso un parente, o il partner. Esso si attiva ogni volta che una persona è malata o in difficoltà, ed è suscitato in modo particolarmente intenso quando la persona è spaventata o quando la figura di attaccamento non è presente.

 

 

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