Parent Training: i corsi per la relazione genitore-figlio


Numerosi genitori di bambini con un comportamento considerato “difficile” riportano spesso delle credenze non obiettive riguardo se stessi o il proprio figlio, ad esempio attraverso giudizi  molto generali tipo “.. mi dà sempre problemi..”, “..non sono un buon genitore..!”  che effettivamente risultano poco realistici. Alcuni genitori hanno delle aspettative troppo elevate sulla capacità di autocontrollo rispetto all’età del figlio oppure non riconoscono le responsabilità di comportamenti problematici definiti “incontrollabili” semplicemente allontanando il figlio da situazioni in cui potrebbe orientarsi verso un nuovo compito e mettersi alla prova. Di solito questi errori di giudizio sono più presenti nei genitori messi alla prova, sfiduciati e sottoposti a stress, e che tendono a rappresentarsi un mondo filtrando le informazioni negative come prevalenti con la conseguenza di non riconoscere e non rinforzare i loro figli quando manifestano comportamenti adeguati.
In particolare rispetto ai comportamenti legati all’impulsività e all’iperattività nelle famiglie è possibile individuare i seguenti aspetti cognitivo comportamentali:
  • Punizioni di comportamenti inappropriati
  • Pochi rinforzi positivi di comportamenti adeguati
  • Disciplina inefficace
  • Scarso monitoraggio di come si comporta il figlio.
  • Problemi nel controllo della rabbia
  • Difficoltà di comunicazione e assertività
  • Problemi nel problem solving interpersonale
Uno dei diffusi e influenti parent training utilizzato negli USA è quello di Barkley (1987) nell’ADHD Clinic dell’Università del Massachussetts e prevede un ciclo di 9-12 incontri con i genitori i cui obiettivi sono:
  1. Fornire informazioni sul programma di parent training e sul disturbo specifico del bambino
  2. Comprendere le modalità di relazione genitori-figli e fornire spiegazioni comportamentali
  3. Apprendere modalità non direttive nella relazione con il figlio
  4. Insegnare a riconoscere i comportamenti positivi del figlio
  5. Utilizzare un sistema di rinforzo a punti (gettoni o token)
  6. Utilizzo del costo della risposta e del time-out per i comportanti specifici
  7. Generalizzare le strategie del punto 6 ad altri comportamenti negativi
  8. Gestire il comportamento del figlio nei luoghi pubblici
  9. Utilizzare la previsione di difficoltà comportamentali per la gestione adeguata
  10. Apprendimento delle tecniche apprese nel corso attraverso il ripasso ed il richiamo.
A partire da questi punti, gli attuali programmi di parent training (Vio, Marzocchi e Offredi, 1999) prevedono circa 9 incontri con uno o entrambi i genitori da effettuarsi ogni due settimane.

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